Grazie allo scrittore e amico Fulvio Greganti per questa interessante segnalazione. A breve avremo anche la copertina del libro.

 

“Buona Guardia” il nuovo romanzo dello scrittore Fulvio Greganti

 

 

 

Breve biografia dell’autore

Fulvio Greganti è nato ad Ancona il 2 maggio 1971. Vive da sempre a Montignano, piccola frazione del comune di Senigallia. Laureato in filosofia, agente pubblicitario, è alla sua seconda esperienza editoriale dopo “Frammenti di Nostalgia”, lavoro ispirato dalla produzione artistica di Franco Battiato.

 

 

Quei favolosi anni ’50 (sinossi del romanzo)

 

La storia di Clemente Greci è esemplificativa di un periodo storico particolarmente fecondo per l’Italia. Gli anni ’50 sono stati anni di ricostruzione e pulizia morale. L’Italia si liberava dal tormento di una guerra anche fratricida e aveva voglia di riscatto. Gli elettrodomestici, le automobili, la televisione, le canzoni popolari stavano a testimoniare l’ottimismo e la voglia di voltare completamente pagina. Clemente, originario della Grecia, rimane affascinato e sente di voler partecipare a questo cambiamento. Da Trieste si sposta a Verona, mette su un’azienda vinicola con il suo amico Sergio che in pochissimo tempo diventa importante sia a livello interno sia per le esportazioni. Si interessa anche di politica e decide di parteciparvi avendo come riferimento Giuseppe Pella, un presidente del consiglio importantissimo per la riconquista di Trieste all’Italia. La sua vita non è tutta rose e fiori. Sempre sostenuto dalla moglie Sofia, deve affrontare la malattia del figlio Franco, ammalato di distrofia già dalla tenera età, pur tuttavia riesce in ogni modo a far fronte a tutto attraverso il lavoro e le sue passioni, in primis l’araldica. Solo nel momento stesso in cui il fenomeno corruttivo incomincia ad attecchire, la vita di Clemente viene piano piano sconvolta. Prima in politica, poi sul lavoro, infine anche negli affetti con il tentativo maldestro di sequestro di sua figlia Chiara. Come porre rimedio? La soluzione la trova facendo tabula rasa di tutti i personaggi che cominciano a infestare l’Italia, “il sottobosco veronese” che gli fa perdere definitivamente l’ottimismo degli inizi e la serenità. Decide di far propria la massima epicurea del “Vivi Nascosto” e si rifugia nell’imperturbabilità e nel calore della sua famiglia. Il titolo del romanzo “Buona guardia” è preso in prestito dall’esortazione di Giuseppe Pella, fatta durante l’anniversario della vittoria della Grande guerra. Era il 1953.

L’anno dopo Trieste sarebbe finalmente ridiventata italiana.

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